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Lubrano Fashion Group: con la trasformazione digitale il servizio è ai massimi livelli

23 febbraio 2022

 

Negli ultimi anni LFG ha destinato risorse ed energie all'innovazione: quando avete iniziato a capire che il digitale era un settore da sviluppare?

La nostra storia appartiene ad un mondo che oggi appare lontano in cui si comunicava con Telext e Fax, le anagrafiche erano cartacee, come i database dei clienti che venivano arricchiti da fotografie dei negozi scattate con le macchine fotografiche a rullino. Le sfilate dei brand, poiché non tutti i clienti andavano a Milano venivano fatte rivedere in showroom su cassette Vhs con televisori a tubo catodico.

Oggi, invece, ci confrontiamo con un settore fatto di anagrafiche digitali, ordini su piattaforme in cloud, interscambi di dati finanziari, sfilate in streaming mondiale, call, linesheet, attività social, marketplace, e-commerce, mid season sale, black friday e tanto altro.

Una miriade di nuove parole e attività, strettamente funzionali e propedeutiche affinché il cliente venga seguito nell’intero processo, cha passa dalla presentazione delle collezioni alla consegna della merce, fino all’analisi del dato di effettivo venduto.

Il nostro settore è sempre stato sensibile all’innovazione: i clienti sono dislocati sul territorio Centro-sud e la trasformazione digitale ci ha aiutato, anzi direi che è stata fondamentale per accorciare le distanze.

Nel 2020, con la pandemia, il digitale è diventato davvero indispensabile: su quali fronti avete investito e continuate a investire?

Il primo passaggio è stato focalizzarci sul potenziamento dei servizi rete, aggiornando tutto il parco hardware (computer, stampanti, rete). Parallelamente abbiamo aumentato i servizi in cloud, agganciando successivamente nuovi software gestionali. Questo ci ha permesso di essere sempre efficaci e veloci, sia nelle comunicazioni, sia nella gestione delle problematiche: non perdiamo mai il contatto con il cliente.Le aziende trovano in noi un partner aggiornato e dinamico ma con un heritage di 50 anni, frutto di esperienza e conoscenza del territorio, dove professionalità e serietà rappresentano i valori cardine dell’attività.

Perché a un brand e/o a un cliente LFG offre qualcosa di più rispetto ad altre realtà proprio grazie al digitale?

Professionalità e competenza sono i valori chiave di LFG. I nostri collaboratori sono da sempre abituati a seguire il cliente a 360 gradi, dalla prima fase dell’ordine al monitoraggio dei sell out: un ciclo che dura quasi 15 mesi. Gli investimenti digitali ci hanno permesso di mantenere una comunicazione sempre più stretta con la clientela e di accompagnarla in tutti i processi degli ordini digitali. I nostri brand trovano in noi una struttura tecnologicamente efficiente, in grado di gestire tutti i processi, dalla raccolta ordini digitali alla gestione amministrativa. Ovviamente avere implementato i servizi digitali ci ha agevolato moltissimo anche nel passaggio delle comunicazioni interne. Non ultime, le attività social e con piattaforme di Crm, come Hubspot, di cui ci avvaliamo, stanno incrementando la visibilità dei brand stessi, grazie a una penetrazione di mailing b2b molto alta.

Quali sono, in definitiva, i servizi più apprezzati legati all'innovazione tra quelli che voi offrite?

Si possono riassumere in cinque punti chiave:

  • La newsletter settimanale con relativa presentazione dei brand
  • L'invio di cataloghi digitali
  • I calendari digitalizzati con geolocalizzazione per raggiungere la nostra showroom
  • L'affiancamento ordini digitali, con video-call e sfilate in streaming
  • Il set-up e l'e-commerce

Quanto investite in innovazione e digitale?

Gli investimenti si aggirano ormai intorno al 15% del fatturato ma sono destinati a crescere, grazie a numerosi progetti che sono in fase di sviluppo in questo momento. Siamo in particolare orgogliosi di POLIPON.COM, una startup digitale, pensata insieme a un importantissimo partner di questo settore, interamente dedicata alla formazione e creazione di set-up ed e-commerce per le aziende che ci accompagnano da anni, che ci ha permesso di aiutarle consistentemente a evolversi al nostro fianco nel corso del nostro processo di sviluppo. Abbiamo da subito percepito un grandissimo interesse da parte del settore moda, riscontrando una forte attenzione da parte dei nostri clienti: questo ci ha permesso di studiare meglio il settore e le sue criticità, applicando le nostre logiche aziendali di professionalità e serietà al nuovo progetto.

Adesso in quanti lavorate all'interno del Lubrano Fashion Group e quante persone sono impiegate sul fronte digitale? Di che figure si tratta?

A oggi siamo dieci persone, di cui due si occupano strettamente del digital. Una si occupa della gestione dei social media e della comunicazione dell’azienda e da gennaio, grazie alla collaborazione con l’università Iuad (Institute of Universal art and Design), è entrata nel nostro organico una nuova risorsa dedicata alla creazione dei contenuti grafici e alla gestione del Crm.

Qual è la situazione del mercato dal suo osservatorio?

La premessa è che oggi l’offerta di prodotto è largamente superiore alla domanda di un mercato la cui instabilità, causata dagli sconvolgimenti mondiali degli ultimi anni, non permette di effettuare previsioni e comparazioni con altri periodi di riferimento. Il retail si trova davanti a un momento di importanti decisioni per delineare la strada del futuro. Cerco di essere più preciso: il consumatore, che aveva un rapporto diretto con il retailer di prossimità, veniva avvisato dell’uscita delle nuove collezioni con una telefonata, poi si è passati agli Sms e a Whatsapp. Adesso ci sono i social, i tag, le newsletter: questo significa che le attività e la reputazione in ambito digitale del retail, come lo stesso e-commerce, non sono più strumenti finalizzati alla sola espansione globale, ma utili e fondamentali anche a mantenere e consolidare il consumatore “storico”.

Tengo a ricordare che l’Italia è l’unico Paese al mondo che annovera così tanti negozi multibrand, la cui maggioranza è a conduzione familiare. Inoltre la capacità dei retailer italiani è nota al mondo intero e a tanti famosi marketplace, che affiliano sempre più i nostri clienti, i quali sono abilissimi nel selezionare gli articoli migliori nella vastità delle proposte di collezioni del mercato. I social e la comunicazione, soprattutto oggi tra distanziamenti e restrizioni, stanno offrendo una nuova chance di approccio al consumatore, un modo inedito, e soprattutto personalizzato, dove la qualità e l’unicità dei contenuti rappresentano la vera unità di misura della partita. Questo appare concretamente l’unico accenno di futuro al quale possiamo aggrapparci, per affrontare al meglio la sfida contro i big player digitali. 

 

Lubrano Fashion Group: una storia di affidabilità e valori che si proietta nel futuro

10 gennaio 2022
 
 
 
Sono passati quasi 60 anni da quando Biagio e Nello Lubrano Lobianco fondarono a Napoli, nel 1975, quello che oggi è il Lubrano Fashion Group: molto più di una semplice società di rappresentanza per il settore dell’abbigliamento, cresciuta nel tempo basandosi sui valori della professionalità, dell’esperienza, della conoscenza della macroarea di riferimento e della capacità di cogliere in anticipo i cambiamenti del mercato, trasmessa dai fondatori alle nuove generazioni.

Oggi Nello e il figlio Luca guidano la showroom di oltre 1.000 metri quadri nel centro di Napoli, mentre Biagio e il figlio Francesco (che è anche vicepresidente di Csm-Camera Showroom Milano) si occupano dell’estero nel capoluogo lombardo attraverso Panorama Moda, che ha in capo anche il Nord Italia: strutture complementari, che insieme abbracciano l'intero mercato italiano e spesso permettono ai clienti la doppia soluzione, per la raccolta ordini Napoli-Milano. Sono inoltre sinergiche nella selezione dei brand e, grazie a tutti questi plus, costituiscono un unicum nel nostro Paese.

La forza di Lfg sta nella partnership con realtà come Miroglio, Alviero Martini, Fisico, Le Tricot Perugia e Duvetica, solo per citare alcuni nomi, e in un network di 500 clienti attivi nel territorio di competenza, che comprende Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, più ulteriori 500 potenziali retail, che fanno sempre parte del pacchetto del gruppo.

«Serviamo i migliori negozi del Centro Sud seguendoli durante tutte le fasi dell’ordine, dalla raccolta alla consegna, fino all’assistenza sul punto vendita, con tutto ciò che questo termine comporta: monitoraggio dei sell out stagionali e della gestione contabile, azioni di merchandising, analisi sull’andamento del mercato, assistenza nei cambi merce e attività di scouting, in linea con le richieste di una clientela che accanto ai brand storici, per lo più di target medio-alto, ricerca nuovi marchi», spiega Luca Lubrano Lobianco, che prima di fondare Lfg nel 2017 ha lavorato per realtà come Ferrari/Maserati, Emanuel Ungaro e Yves Saint Laurent, dopo aver ottenuto a Londra una laurea in Business Administration e una specializzazione in marketing al London College of Fashion.

Il manager si sofferma su un aspetto importante nell’evoluzione recente di Lfg, ossia la consulenza digitale per i retailer, i loro e-commerce e le attività social, frutto di investimenti nella trasformazione digitale avviati nel 2020: «La pandemia – racconta - ci ha spinto a potenziare tutti i servizi informatici e high-tech, sfruttando il cloud e sistemi di Crm avanzato. A breve lanceremo una startup digitale, insieme a un partner leader nel settore grazie a collaborazioni con realtà come Google e Shopify, per supportare il sistema retail moda. I clienti sono la nostra risorsa: noi dobbiamo affiancarli in un passaggio decisivo e non più procrastinabile».

Focus anche sulla formazione. «Crediamo nel modello anglosassone - sottolinea il ceo di Lfg - che forma le figure in base alle richieste del mercato. In quest’ottica si inserisce la collaborazione con istituti di formazione come l’Accademia di Costume e Moda». Lfg, in sintesi, cambia con un mercato che, come dice Lubrano Lobianco, «si trasforma a una velocità impressionante ed è guidato in gran parte dal consumatore», proiettandosi verso un 2022 in cui le parole d’ordine saranno ulteriore digitalizzazione, Crm, budget ancora più consistenti da destinare al marketing digitale per il B2B del settore moda, investimenti in risorse umane, hardware e software.


«L’attività del retail non può prescindere dai social e relativa comunicazione – conclude Lubrano Lobianco – senza contare la qualità dei contenuti e l’affidabilità dei sistemi informatici: al di là dell’e-commerce, anche in questo campo la partita si gioca sulla reputazione digitale».